LA BUONA NOTIZIA. MARCHE IDRAULICAMENTE PIU’ SICURE A FALCONARA HA PRESO FORMA IL SISTEMA DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO ALLUVIONALE
Roma, 2 aprile 2025 – “Da Risorgi Marche a Marche Risorte”: Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) mutua il titolo di un programma di iniziative nate dopo il sisma del 2016 per evidenziare quanto accaduto lo scorso fine settimana, quando piogge intense hanno nuovamente allarmato molti territori sensibili della provincia di Ancona già colpiti da un violento episodio alluvionale nello scorso Settembre; stavolta però, a Falconara Marittima, le casse di espansione sui fossi Cannetacci e San Sebastiano sono entrate in funzione dopo i lavori di ripristino, effettuati nei mesi scorsi, tutelando la zona industriale, l’abitato di Castelferretti e l’area intorno all’aeroporto.
In accordo con l’Amministrazione Comunale e la Protezione Civile, vasche d’espansione e fossi sono stati monitorati costantemente dai tecnici del Consorzio di bonifica Marche sia per valutarne il corretto funzionamento, sia per testare la tenuta dell’intero sistema di mitigazione del rischio, progettato per l’area di Falconara Marittima.
Subito dopo l’evento alluvionale dello scorso 19 Settembre, Bonifica Marche Engineering (la società “in house”, che si occupa dalla progettazione all’esecuzione delle opere pubbliche, commissionate dagli enti locali all’ente consorziale) è intervenuta con somma urgenza per la riparazione della cassa di espansione sul fosso San Sebastiano e con il ripristino dell’argine del fosso Cannetacci; l’insieme delle criticità emerse è diventato elemento, su cui calibrare il sistema degli interventi per la riduzione del rischio idrogeologico nel Falconarese. Non è certo un caso che alcuni allagamenti, registrati purtroppo anche nei giorni scorsi, si sono verificati in aree, dove gli interventi sono ancora in fase di cantiere o programmazione. Il recente, violento episodio meteorologico conferma che la strada intrapresa è quella giusta: i lavori di ampliamento delle sezioni idrauliche sono ancora in corso, ma le concordate scelte progettuali, grazie ad un finanziamento di 3.900.000 euro della Regione Marche, possono finalmente fare la differenza nella salvaguardia del territorio, nonchè del suo tessuto sociale ed economico.
L’ Amministratore Unico di “BME – Bonifica Marche Engineering”, ha dichiarato: “Sono stati giorni di fiato sospeso e dita incrociate nella convinzione, però, di aver operato al meglio in una materia, come la difesa idraulica, in continua evoluzione a causa della crisi climatica e dove i tecnici si assumono grandi responsabilità nel calibrare le opere per aumentare la resilienza dei territori.”
Anche dalla zona del bacino del torrente Aspio arrivano segnali più che positivi sugli interventi in corso. I lavori, con fondi P.N.R.R. (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza), relativi a due delle sei casse di espansione in linea, previste nel bacino del rio Scaricalasino e dei suoi affluenti (fosso Offagna e fosso San Valentino) sono in corso; questo mese sono state consegnate, come da cronoprogramma definito con la Regione, altre due casse (fondi OPCM – Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ), mentre le rimanenti due sono in fase di progettazione esecutiva. Le casse, una volta completate, concorreranno ad una considerevole riduzione del rischio esondazione in un’area considerata sensibile già dall’evento alluvionale del 2006. Le aree di laminazione tratteranno parte del volume idrico di un’eventuale piena, di cui ne regoleranno l’uscita attraverso appositi manufatti di scarico. Il tempo di ritorno, con il quale sono state progettate, è pari a 200 anni. Sarà così possibile contenere le soglie di criticità durante eventuali fenomeni meteorologici eccezionali.
“La tragica alluvione di Senigallia di tre anni fa evidenziò la sottovalutazione delle soluzioni proposte dal Consorzio di bonifica di fronte ai rischi dell’estremizzazione degli eventi atmosferici. La sicurezza idrogeologica del territorio e delle sue comunità non può prescindere da una concreta condivisione di obbiettivi e responsabilità nell’interesse vero delle comunità. L’efficientamento ed il potenziamento della rete idraulica sono la prima opera pubblica, di cui il Paese abbisogna” conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.